NEL PARADISO TERRESTRE. AL CENTRO LALBERO DEL SAPERE E LALBERO DELLA VITA ETERNA, VENGONO INNANZI ADAMO ED EVA ACCOMPAGNATI DA VARI ANIMALI DI MITE DOMESTICHEZZA. DA UNO SQUARCIO DEL CIELO, SIMILE A UNA GRANDE PORTA APERTA, IRROMPE IL FULGORE DELLA LUCE, GLORIA INESAUSTA DEL SIGNORE, GIUNGE IL SOMMESSO ARMONIOSO CORO DEGLI ANGELI. È GIORNO DI GRAN SOLE
EVA
Vivere! Ah, che cosa dolce e bella!
ADAMO
E aver tutto per noi!
EVA
E sentirsi protetti, e altro noi non dovere che parole di gratitudine a chi ci dona questa grande gioia.
ADAMO
Vedo fin dora che per te la soggezione è regola di vita. Ho sete, Eva. Guarda come ammiccano allettanti verso di noi quei frutti.
EVA
Ne colgo uno.
LA VOCE DEL SIGNORE
Fermati! Fermati! Tutta la terra è tua, Adamo: ma quei due alberi devi evitarli. Un altro spirito domina nei loro frutti seducenti, e chi li assaggia muore. Vedi? Laggiù dove rosseggiano i filari delluva una dolce ombra si offre alla tua quiete, se ti assale larsura di questo acceso meriggio.
ADAMO
Strano divieto
Tuttavia, sembra assai severo
EVA
Perché mai questi due alberi sono più belli degli altri? E perché la proibizione proprio per essi?
ADAMO
Perché
Ma ti chiedi forse perché è azzurro il cielo e perché è verde il bosco? È così, e tanto basta. Ubbidiamo al divieto. Séguimi, Eva.
(Vanno a sedersi dove il frascame fa ombra.)
EVA
Posa il capo sul mio petto, Adamo. Con la mano moverò laria per darti refrigerio di frescura.
(Una gran folata di vento, e Lucifero, non visto dai due, appare tra le fronde.)
ADAMO
Che è mai questo, donna? Non mi accadde ancora di sentire una cosa simile
Come se una estranea forza ostile si fosse scagliata contro di noi.
EVA
Io tremo. Anche le celesti armonie non si odono più.
ADAMO
Però, qui sul tuo petto, a me sembra di udirle ancora.
EVA
Anchio, se si offusca quellalto raggio di gloria, subito lo ritrovo ne tuoi occhi, Adamo. E dove altrimenti potrei trovarlo se non in te, io che fui chiamata alla vita dal tuo caldo desiderio? Così come il sublime disco solare per non essere solo nelluniverso si specchia sullacqua e gioca con essa, pien di giubilo davere in lei una compagna, scordando magnanimo che quella è soltanto un povero riflesso del suo fuoco ardente, destinato a sparire assieme a lui, col tramontare di lui.
ADAMO
Non parlare così. Eva, chio sento darrossire. Che importa aver voce se non cé chi la intende? Che sarebbe un raggio se un colore non lo ravvivasse? E che sarei io stesso se, come in una eco o come in un fiore, non si spandesse in te ogni volta più bello lessere mio, fino a condurmi allamore di me stesso?
LUCIFERO
Ma perché sto ad ascoltare queste sdolcinature? Meglio se risolvo dandarmene: cè pericolo altrimenti che la mia fredda ragione finisca per invidiare quelle puerili sentimentalità. E grande sarebbe allora la mia vergogna.
(Un fringuello prende a cinguettare da un ramo vicino.)
EVA
Senti, Adamo? E dimmi: comprendi il canto damore di quella giubilante creatura?
ADAMO
Ascoltavo or ora il mormorio del ruscello
È un canto uguale.
EVA
Quale meravigliosa armonia è mai questa! Voci dissimili, ma il senso è sempre uno solo.
LUCIFERO
Ma perché indugio ancora? Orsù, allopera! Ho pur giurato la loro perdizione, e sia dunque così
Tuttavia, mi sento sullorlo del dubbio. Mi chiedo se non lotto invano contro di loro con le armi ingannevoli ed allettanti del sapere e dellambizione. Essi hanno come riparo, per far sì che il cuore non ceda e ritrovi vigore nelle cadute, il sentimento. Ma perché mi arrovella? Solo chi osa vince!
(Una folata di vento, come la prima.)
<LUCIFERO>
(compare davanti alla coppia atterrita, con una risata, mentre la gran luce sinfosca)
Che state sognando?
(Ad Eva che sta per sfuggire)
Fermati, vezzosa creatura. Concedi anche a me di ammirarti per un attimo!
(Eva si ferma e a mano a mano si rinfranca.)
<LUCIFERO>
(a parte)
Questa è la vanità che vedremo rinnovarsi per milioni e milioni di volte
(Forte, alluomo)
E tu, Adamo, hai paura?
ADAMO
Paura di te, miserabile forma?
LUCIFERO
(a parte)
Davvero un degno prototipo dellorgoglioso genere umano
(Ad alta voce)
Ti saluto, spirituale fratello!
ADAMO
Ma chi sei, tu? E dimmi: vieni dagli sprofondi o dalle altezze?
LUCIFERO
Come vuoi: per me è uguale.
ADAMO
Non sapevo che altri esseri umani esistessero, in più di noi.
LUCIFERO
Eh, molte e molte altre cose esistono, che tu non sai e che non potrai sapere. Credi forse che quel buon vecchio ti abbia creato dalla polvere per poi spartire con te il mondo? A te il compito di lodarlo perché lui ti sostenta. Ti dice: «Prendi questo e non aver timore di questaltro
». Ti protegge e ti guida come si fa con una pecora. Non hai neppur bisogno di riffettere, di conoscere.
ADAMO
Di conoscere? E non conosco io già, poiché lo sento, il benefico raggio del sole? E non sono già in me la dolcezza dellesistere e linfinita grazia del Signore che ha fatto di me il padrone di questa terra?
LUCIFERO
Tale probabilmente si ritiene anche il minuscolo verme che intacca il frutto prima che tu lo mangi: e anche laquila che piomba sul fringuello. Che cosè che ti fa più nobile di loro? Riluce in te soltanto una scintilla, atomo duna forza infinita: lo stesso del trascorrere duna spuma di ruscello che brilla un attimo prima di cadere sperduta nel fondo grigio dellalveo comune. Forse, sì, un qualcosa che ora dorme inconsapevole nel tuo cuore potrebbe emanciparti e consentirti la forza di scegliere fra il bene e il male, disponendo così del tuo destino, sciolto da colui che ti protegge. E questo qualcosa è il pensiero. Ma forse, come il verme nello strame, preferisci vegetare nel molle cerchio che ti serra e condurre nellignoranza la tua vita. Assai comodo è acquietarsi in una fede. Faticoso, invece, ma nobile, reggersi da sé.
ADAMO
Dici cose troppo grandi; che mi stordiscono.
EVA
Cose nuove e belle; che mi entusiasmano.
LUCIFERO
Però il sapere non basta a realizzare le opere meravigliose. Ci vuole anche limmortalità. Che cosa può esser compiuto, infatti, nei limiti duna sola vita tanto breve? Questi due alberi celano i due beni supremi: e proprio questi ti sono vietati dal tuo creatore. Ma se tu assaggi i frutti delluno saprai tutto ciò che sa il tuo Dio, e se cogli i frutti dellaltro avrai leterna giovinezza.
EVA
Davvero è spietato il nostro creatore!
ADAMO
Ma se cinganni?
(Torna a ravvivarsi un po la luce del cielo.)
CORO CELESTE
Guai a te, o terra: sei tentata dalla negazione primordiale.
LA VOCE DEL SIGNORE
Attento, uomo, attento!
ADAMO
Che voce è, daccapo, questa?
LUCIFERO
È il vento che scuote i rami
Aiutatemi, elementi, a far vostro luomo.
(Folate e folate di vento. Di nuovo sinfosca la luce.)
Questi due alberi sono miei!
ADAMO
Chi sei, dunque? Non sembri diverso da noi.
LUCIFERO
Guarda lassù laquila che rotea fra le nubi, guarda qui sotto la talpa che scava nel terriccio. Ben dissimile è il loro orizzonte. Il mondo degli spiriti si trova di là del cerchio del tuo sguardo, e così tu credi luomo la creatura di più alta elezione. Ma anche per il cane un cane rappresenta lideale più alto, e crede di onorarti scegliendoti per compagno. E allo stesso modo che tu invece lo disprezzi e gli stai sopra a segnarne il destino, che puoi renderglielo benigno o tristo, così noi, partecipi superbi del mondo degli spiriti, stiamo su voi con uguale alterezza.
ADAMO
Saresti tu, allora, uno di quegli spiriti?
LUCIFERO
Sì; e il più forte tra i forti. Stavo sul trono dappresso al Signore, col diritto daver per me una parte del suo serto di gloria.
ADAMO
Come mai non sei rimasto nel raggiare dei cieli? Perché sei disceso qui, in questo mondo di polvere?
LUCIFERO
Ormai ero stanco di sentirmi al secondo posto. Mi noiava la monotonia di quellesistere nel mai smesso ritmo uguale di quel celeste coro di voci fanciullesche che tutto loda e nulla disapprova. Per me si conviene piuttosto la lotta; ambisco il contrasto che crea forze sempre nuove, slancio di mondi nuovi dove lanima saccresce e dove può seguirmi solo chi possegga ardimento.
ADAMO
Dio ha detto che ci punirà se seguiamo altra via che non sia quella segnata da lui.
EVA
Perché dovrebbe punirci? Se ha tracciato la via per la quale vuole che si vada, ci ha creati al tempo stesso tali che tendenze perverse non ci sviino. Perché mai ci avrebbe posti sullorlo dun abisso, preda delle vertigini, così votandoci alla dannazione? Se poi il peccato è nei suoi disegni, come il turbinare della tempesta a lato dei giorni sereni, chi potrà mai asserire che la tempesta col suo rombare è più colpevole del sole che, scaldandoci, tien desta la vita?
LUCIFERO
Ecco: già cè il primo filosofo! Ne verrà dopo di te, mia leggiadra sorella, una schiera lunga lunga che in milioni di modi sarrovellerà sullo stesso tema. Molti impazziranno, altri indietreggeranno, nessuno toccherà lapprodo. Dunque, smettete questi ragionamenti. Ogni cosa si mostra in così tanti aspetti che se uno volesse considerarli tutti non solo non arriverebbe mai a una conclusione, ma, peggio, finirebbe per saperne meno di prima. Il ragionamento sottintende la morte dellazione.
EVA
Allora io colgo uno di quei frutti.
ADAMO
No: il Signore li ha maledetti
(Poiché Lucifero ride, Adamo prorompe:)
Ebbene, fai pure donna. Cogli, e avvenga quel che vuole avvenire. Intanto acquisteremo la stessa sapienza di Dio.
(Prima Eva e poi Adamo assaggiano il frutto del sapere.)
EVA
E poi, la giovinezza eterna.
LUCIFERO
Qui, venite qui. Lalbero dellimmortalità è questo
Spicciatevi!
(Sospinge i due verso il secondo albero. Ma un Cherubino si para loro davanti, con in mano la spada fiammeggiante.)
IL CHERUBINO
Peccatori, indietro!
LA VOCE DEL SIGNORE
Adamo, Adamo, mhai abbandonato: e tabbandono anchio. Ora vedrai, rimasto solo, ciò di cui sei capace.
EVA
Ah, siamo perduti!
LUCIFERO
Già vi scoraggiate?
ADAMO
Non pensarlo! È solo il brivido del risveglio. Via di qua, mia donna. Dobbiamo andare; dovunque si sia portati! Via! Ormai è straniero per noi, e squallido, questo luogo.
CORO CELESTE
Piangete lacrime fraterne. Ha vinto la menzogna: e la terra è perduta.