Tétel adatlapja
CÍMLAP
di Attila József ; a cura di Beatrix Töttössy
La coscienza del poeta

INDICE, NOTIZIA



Indice

Introduzione

Avvertenza ai testi

Cronologia della vita di Attila József

Verso una teoria della poesia
Letteratura e socialismo. Nozioni elementari di filosofia dell'arte
Metafisica dell'arte

Nel sociale l'individuo
Individuo e realtà
Il fronte unico
La filosofia del socialismo
L'autore è un poeta
La classe media
Hegel Marx Freud

L'altro inespressivo
A Márta Vágó: l'amore
A Márta Vágó: la rottura
A Judit Szántó: la mancanza
A Edit Gyömrői: la resistenza all'analisi
A Edit Gyömrői: il desiderio di analisi
A Edit Gyömrői: il transfert
A Edit Gyömrői: il dolore
A Flóra Kozmutza: il bisogno d'amore

Confessioni di un poeta
Appunto per il Lessico sociale
Su se stesso
Io e il mondo
Poetica e poetare
Curriculum vitae
La mia nevrosi
I compiti del poeta d'oggi

L'inconscio
Psicoanalisi. Commedia
Elenco di libere associazioni in due sedute

Cenni biografici su figure di rilievo
Bibliografia essenziale
Indice dei nomi



Notizia

Di un grande poeta - che in epoca non sospetta, nel 1925, viene definito da Lukács «il primo lirico proletario in possesso di qualità letterarie mondiali, non cosmopolitiche» - vengono qui presentati i saggi maggiori (di teoria dell'arte e di teoria politica), accompagnati da testi autobiografici, lettere alle donne, da un frammento inedito di commedia intitolato Psicoanalisi e da un Elenco di libere associazioni in due sedute, anch'esso nella versione attuale inedito, modernissimo tentativo di "scrittura automatica" surrealista su materiale psicoanalitico. Le novità teoriche prodotte da un pensiero sganciato da ogni scuola e ortodossia - la sua Anti-estetica, ovvero Metafisica dell'arte come teoria dell' "artistico" e non del "bello", cosi come la sua critica a Marx per aver dimenticato la sessualità - che fanno di József, neglí anni trenta, in Ungheria, un importante pensatore "proletario", teorico della coscienza (e dell'inconscio) dell'uomo, vengono qui accostate alla riflessione autobiografica e ad un eccezionale esperimento di poesia psicoanalitica, per contribuire a restituire l'immagine totale di un "poeta".

Attila József (1905-1937), dopo Petőfi e Ady la terza grande figura tragica nella poesia dell'Ungheria contemporanea, nasce a Budapest, nel quartiere operaio di Ferencváros. A 17 anni pubblica il primo volume di poesie: Il mendicante della bellezza (1922), che sarà seguito poi da Non grido io (1925), Non ho né padre né madre (1929), Abbatti il capitale, non lamentarti (1930), Notte di sobborgo (1931), Il ballo dell'orso (1934) e infine da Fa molto male (1937).


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